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Spesso mi sento domandare quali tipologie di persone possono assumere un lavoratore domestico e se è possibile spostare temporaneamente lo stesso presso l’attività commerciale del datore di lavoro che lo ha assunto originariamente come collaboratore domestico.

Diamo intanto una definizione di lavoro domestico. Cosa è?

Il lavoro domestico è un’attività destinata al funzionamento della vita familiare ed è un rapporto di lavoro che si svolge presso l’abitazione del datore di lavoro in via continuativa e per la quale può essere prevista anche l’erogazione di vitto e alloggio.

Perciò chi può assumere e quindi istaurare un rapporto di lavoro in ambito domestico è una persona fisica, un gruppo familiare oppure una comunità stabile senza scopo di lucro, militare o religiosa. (anche la domestica del parroco può essere assunta ed inquadrata in ambito di rapporto di lavoro domestico).

Di contro dobbiamo chiarire che la prestazione lavorativa il collaboratore domestico, la deve espletare presso l’abitazione del datore di lavoro e quindi non è possibile utilizzarlo, nell’ambito dello stesso rapporto di lavoro, anche per fargli svolgere una qualsiasi mansione presso l’attività commerciale, di impresa o libero professionale che dir si voglia!

Lo stesso dicasi in caso contrario e cioè se presso la propria attività commerciale, di impresa o libero professionale abbiamo un dipendente e nei momenti morti lo vogliamo mandare ad innaffiare le piante a casa!!!

CdL Roberto Rossi

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