Il costo del lavoro come lo calcoli?

da | Gen 12, 2020 | Diritto del lavoro | 0 commenti

C’è un solo modo di calcolare il costo del lavoro?

No, non esiste una definizione unica di “costo del lavoro” ne un modo univoco per calcolarlo ma è lo scopo per il quale si lo si vuole determinare a guidare l’imprenditore nella quantificazione di tale dato. Il risultato che si vuole ottenere dalla determinazione del calcolo del costo dei collaboratori aziendali orienta l’analisi che si va ad effettuare. Ad esempio si potrebbe voler determinare il costo del lavoro per poter individuare :

  • Il costo effettivo
  • Il costo annuale
  • Il costo mensile
  • I costi fissi e variabili
  • Il costo del lavoro standard
  • Il costo del lavoro straordinario e/o supplementare
  • Il costo lordo/netto

Ciascuna di queste variabili comporta una diversa procedura  di calcolo. Potrebbe verificarsi il caso in cui il datore di lavoro voglia sapere a priori quanto gli potrà costare assumere un determinato lavoratore e al contempo, voglia fornire al futuro collaboratore un importo netto di retribuzione che questi andrà a percepire a seguito dell’inserimento in azienda. Allora il nostro imprenditore procederà al calcolo del “lordo/netto”.

Oppure potrebbe verificarsi l’ipotesi nella quale un titolare d’azienda abbia bisogno di individuare il costo orario di un suo dipendente, per sapere come distribuire determinate mansioni all’interno della sua azienda ottimizzando così, procedure e costi.

Tale calcolo potrebbe essere necessario ad esempio, per quantificare l’importo da addebitare ad un cliente che, effettuando delle richieste, impegna un dipendente che costa all’azienda un importo orario ben preciso.

A seconda del risultato al quale si vuole pervenire, si terrà conto o meno di determinate variabili che intervengono nel rapporto di lavoro. Ad esempio se a dover  essere controllato è il budget aziendale, non si potrà non tenere in considerazione l’inciedenza o meno di alcune tipologie di rapporto di lavoro sulla deduzione ai fini IRAP per il calcolo delle imposte aziendali e sulla quantificazione in termini di risparmio che queste comportano.

Sappiamo ad esempio, che un rapporto di lavoro a tempo indeterminato è interamente deducibile dal calcolo dell’IRAP.

Sappiamo ancora, che un lavoratore a tempo determinato comporta un esborso in termini di contributi previdenziali INPS a carico del datore di lavoro, maggiorato dell’ 1,40% e così via.

Qualunque sia il fine per il quale ti accingi a calcolare il costo del lavoro per i tuoi collaboratori in forza o prossimi assunti, ti voglio lasciare un’elenco di informazioni che devi avere a portata di mano prima di procedere al calcolo:

  • il contratto collettivo applicato ai rapporti di lavoro
  • categoria previdenziale di inquadramento dei lavoratori (apprendisti; impiegati; operai;quadri o dirigenti)
  • settore di inquadramento aziendale ai fini previdenziali  INPS della tua azienda e se vi sono particolarità contributive
  • base occupazionale ai fini dell’assoggettamento a CIG/CIGS/FIS ( cassa integrazione guadagni; cassa integrazione guadagni straordinaria; fondo integrazione salariale)
  • eventuale applicabilità di imponibili convenzionali o assoggettamento al minimale oppure al massimale
  • obblighi di versamneto al fondo tesoreria o iscrizione alla previdenza complementare
  • iscrizioni agli enti bilaterali e relative regole contributive
  • agevolazioni contributive di settore o individuali
  • settore di inquadramento del datore di lavoro ai fini INAIL e quindi voce di tariffa o tasso applicato ed eventuali sconti o riduzioni del premio

Buon lavoro!

CdL Roberto Rossi

 

 

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