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Lo sapevi che il versamento dei contributi per i lavoratori dipendenti può avere un tetto?

Lo sapevi che il versamento dei contributi per i lavoratori dipendenti può avere un tetto?

Un tetto massimo all’imponibile contributivo?

Ebbene si, leggi questo articolo!

Per quei soggetti che non hanno anzianità contributiva al 31/12/1995 e che quindi vengono assunti per la prima volta con decorrenza 01/01/1996 e per coloro che eserciteranno l’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, è stabilito che vige un tetto massimo imponibile di retribuzione sulla quale vanno versati i contributi AGO (assistenza generale obbligatoria) IVS (invalidità; vecchiaia e superstiti)

Per l’anno 2018 questo tetto è pari a 101.427,00€.  Questo valore è soggetto ogni anno a rivalutazione ISTAT sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai.

Attenzione!  questo regime del tetto massimo cessa di essere in vigore per quei lavoratori che, nonostante siano stati assunti per la prima volta dopo il 31 dicembre 1995, facciano richiesta tramite domanda all’INPS di riscatto o di accredito di periodi figurativi. Quindi dal mese successivo a quello di presentazione della domanda la retribuzione imponibile di questi lavoratori cessa di avere un tetto massimo sul quale calcolare i versamenti. Il lavoratore è obbligato a comunicare al datore di lavoro che ha presentato la domanda di riscatto o di accredito.

E’ opportuno che ogni datore di lavoro al momento dell’assunzione, acquisisca una dichiarazione di non esistenza  di periodi di iscrizione a previdenza obbligatoria  fino al 31/12/1995. Questo ai fini del corretto adempimento degli obblighi contributivi del datore stesso.

Il massimale non lo possiamo frazionare a mese e pertanto andrà versata la normale contribuzione calcolando TUTTA la retribuzione imponibile fino al mese in cui la somma delle retribuzioni dell’anno non supera il massimale, dopodiché sulla parte eccedente non si versa altro, compreso il contributo aggiuntivo IVS dell’ 1% che scatta per retribuzioni imponibili che superano la soglia dei 46,630,00 €.

Dal discorso del tetto massimo è esclusa tutta l’altra contribuzione dovuta ai fini previdenziali e assistenziali.

 

 

CdL Roberto Rossi