Calcola da solo la malattia nel cedolino

da | Giu 14, 2020 | Diritto del lavoro | 0 commenti

Calcola la malattia

Qualche regola

 

La legge e i contratti collettivi nazionali disciplinano i periodi in cui un lavoratore dipendente va in malattia e più precisamente vengono stabilite le regole per:

  1. Il trattamento economico
  2. La conservazione del posto
  3. La documentazione

Vediamo la procedura prevista oggi perché un lavoratore dipendente possa assentarsi per malattia e la documentazione che deve essere prodotta.

IL CERTIFICATO MEDICO

 

Nel momento in cui il lavoratore ha necessità di assentarsi per malattia, comunica al datore di lavoro la sua assenza anche telefonicamente, permettendo così all’azienda di organizzare il lavoro e di venire a conoscenza dell’assenza del dipendente.

Il lavoratore in malattia contatta il suo medico personale per la visita del caso e si fa predisporre ed inviare telematicamente il certificato di malattia all’ente previdenziale di competenza. E’ importante che il lavoratore comunichi l’indirizzo di reperibilità per la visita medica nel caso in cui questo sia diverso dal proprio. Il medico inserisci tele indirizzo nel certificato medico che trasmetterà all’ente. L’istituto previdenziale metterà a disposizione del lavoratore il certificato in forma digitale e lo stesso potrà scaricarne una copia accedendo con le proprie credenziali o lo SPID.

La medesima cosa verrà fatta con il datore di lavoro che potrà visionare il certificato con la prognosi contenente la data di inizio e la data presunta di fine malattia (non sarà visibile la diagnosi) e scaricarne una copia.

Nel caso (ormai raro) in cui il medico non possa trasmettere il certificato telematico all’ente, sarà il lavoratore, entro due giorni dalla data del rilascio, a farne avere una copia cartacea al datore di lavoro

Il medico non può rilasciare certificati con decorrenza anteriore alle 48 ore dal momento della visita.

L’INDENNITA’ DI MALATTIA A CARICO DELL’INPS

 

L’INPS oggi si fa carico di una parte dell’indennità che deve essere corrisposta al lavoratore che si assenta a causa di una malattia, in particolare l’istituto paga i seguenti beneficiari per i seguenti settori:

  • Industria e artigianato: gli operai e figure assimiliate compresi i lavoratori a domicilio
  • Commercio (studi professionali; pubblici esercizi; commercio; servizi di culto): Operai; Impiegati; Quadri, con esclusione dei dipendenti da proprietari di stabili; i portieri; viaggiatori e piazzisti; dipendenti dei partititi politici e associazioni sindacali
  • Coloro che percepiscono un salario nel settore del Credito; Assicurazioni e servizi tributari in appalto
  • Gli apprendisti di qualsiasi settore sia che appartengano alla categoria degli impiegati che a quella degli operai

PERIODO DI SPETTANZA DELL’INDENNITA’ A CARICO INPS

Il trattamento a carico dell’INPS è limitato nel tempo e spetta fino ad un massimo di 180 giorni di calendario per anno solare (01 gennaio – 31 dicembre) e decorre dal 4° giorno dall’inizio dell’evento di malattia, detto periodo si chiama “periodo di comporto”. Se la malattia continua a cavallo di due anni, dal primo gennaio del secondo anno si ricominciano a contare i 180 giorni dall’inizio.

 QUALI SONO LE GIORNATE INDENNIZZATE DALL’INPS

 

Durante il periodo di comporto il lavoratore assente per malattia verrà pagato dall’ INPS per tutti i giorni tranne che i primi 3 giorni detti di carenza, che se previsto dal contratto applicato in azienda, saranno pagati dal datore di lavoro.

Possiamo riassumere la situazione in questa maniera:

  • Operai      :  Indennizzate __ dal lunedì al sabato   non indennizzate __Le domeniche e le festività
  • Impiegati :  Indennizzate __ dal lunedì alla domenica    non indennizzate_ Le festività cadenti di domenica

 

 

A QUANTO AMMONTA L’INDENNITA’ A CARICO DELL’INPS?

 

Vediamo adesso come si calcola l’indennità che l’INPS eroga al lavoratore in malattia.

Per prima cosa dobbiamo conoscere le percentuali di indennità che eroga l’istituto che sono le seguenti:

  • Il 50 % della retribuzione media giornaliera per i giorni che vanno dal 4° al 20°
  • Il 66,66 % della retribuzione media giornaliera per i giorni che vanno dal 21° al 180° nell’anno solare

Per i dipendenti del settore Pubblici esercizi e dei laboratori di pasticceria, dove il titolare non è iscritto all’albo delle imprese artigiane tenute al versamento del contributo aggiuntivo:

  • L’80 % della retribuzione media giornaliera per tutte le giornate di malattia che sono indennizzabili dal 4° al 180 ° giorno.
  • Per i ricoverati presso strutture ospedaliere che non percepiscono assegni al nucleo familiare, gli importi che abbiamo visto sopra, si riducono di 2/5, tranne che per il giorno delle dimissioni che va retribuito in misura ordinaria.
  • Che cosa è la retribuzione media giornaliera? (RMG). Abbiamo visto che l’indennità è erogata sulla base di percentuali della RMG ma come si calcola?

Vediamolo insieme.

Il calcolo della RMG degli impiegati:

  1. Imponibile previdenziale del mese precedente / 30
  2. Rateo lordo di 13° e 14 ° (se prevista dal CCNL) /12 / 30
  3. A + B = RMG

Il calcolo della RMG degli operai pagati in misura fissa (mensilizzati):

  1. Imponibile previdenziale del mese precedente / 26
  2. Rateo lordo di 13° e 14 ° (se prevista dal CCNL) /12 / 25
  3. A + B = RMG

Il calcolo della RMG degli operai pagati a ore con settimana corta:

  1. prev.le mese prec. / giorni retribuiti
  2. giorni retribuiti mese prec. x 0,20
  3. Rateo lordo di 13° e 14 ° (se prevista dal CCNL) /12 / 25
  4. A + B = RMG

In quest’ultimo caso abbiamo un passo in più da compiere perché moltiplicando per 0,20 i giorni retribuiti il mese precedente al lavoratore, otteniamo una retribuzione media giornaliera distribuita sullo stesso numero di giorni che l’INPS indennizza agli operai che lavorano dal lunedì al sabato. Invece, nel caso di calcolo per un operaio che lavora dal lunedì al sabato, la moltiplicazione per lo 0,20 NON eseguita, si salta il punto 2.

ANCHE IL DATORE DI LAVORO INTEGRA

 

I contratti collettivi (quasi tutti), prevedono che il datore di lavoro integri l’indennità di malattia a carico dell’INPS e paghino il periodo di “carenza”.

Oltre a individuare attentamente come gestire il periodo di carenza (le modalità le trovi nel CCNL applicato in azienda), bisogna fare attenzione a alle indicazioni del CCNL e controllare la percentuale di retribuzione garantita che il lavoratore deve mantenere durante la malattia e se questa debba essere lorda o netta.

Sappiamo infatti che l’indennità di malattia che l’INPS eroga al lavoratore è esente da contribuzione e quindi, qualora il CCNL preveda che al lavoratore vada garantita una percentuale lorda di retribuzione, bisogna fare in modo che al dipendente non venga erogato di più di quanto percepirebbe se non stesse in malattia.

Questo si fa con una procedura chiamata di “lordizzazione” con la quale si scorpora il lordo equivalente all’aliquota contributiva a carico del lavoratore, dall’integrazione a carico del datore di lavoro. E’ più facile da mettere in pratica che a dirsi.

La formuletta è : 100- A = B          100 /B = C

“A” è l’aliquota contributiva a carico del lavoratore, nel nostro caso il 9,19 %

“B” è la differenza tra 100 e l’aliquota contributiva a carico del lavoratore

“C” è il coefficiente di lordizzazione.

Con un esempio sarà più semplice!

L’articolo prosegue con una sintesi e un esempio di calcolo. L’ho inserito in un mini E-book più comodo da leggere e graficamente ordinato.

Leggilo e scarica il PDF gratuitamente!

Buona lettura .

CdL Rossi Roberto 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ciao! Ti va di lasciarmi la tua mail?

Ricevi in automatico i miei post!

Se vuoi, potrai essere avvisato in automatico quando pubblico un post nuovo

Grazie! La tua iscrizione è stata registrata con successo.

Share This