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COME FUNZIONA IL RIPOSO SETTIMANALE?

COME FUNZIONA IL RIPOSO SETTIMANALE?

Sei un datore di lavoro e vuoi sapere da quale legge è regolato il riposo settimanale dei tuoi dipendenti?

Sei un lavoratore dipendente e non sai se e quando ti spetta il riposo settimanale?

Leggi questo articolo potrebbe aiutarti!

L’art. 9 del D.Lgs 66/2003 sancisce che il lavoratore ha diritto a 24 ore di riposo consecutive ogni sette giorni di lavoro, di regola coincidente con la domenica e da aggiungere alle ore di riposo giornaliero.

Dal 25 giugno 2008 questo periodo di riposo settimanale può essere calcolato anche come media su 14 giorni. Sono escluse da tale regola: 

  • Le attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno e tra la la fine di un turno e l’inizio del successivo, non possa usufruire di periodi di riposo giornaliero o settimanale
  • Attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionato durante la giornata
  • Le attività del personale ferroviario, comprese quelle attività che assicurano la continuità e la regolarità del trasporto ferroviario e quelle prestate dal personale di servizio a bordo dei treni; le attività discontinue.

Comunque la contrattazione collettiva ha il potere di decidere in merito alle turnazioni e al riposo settimanale quindi, occhio sempre a cosa prevede il CCNL del settore che ti riguarda!

Il riposo settimanale è previsto anche :

  • per i soci di cooperativa che prestano la loro attività per conto delle cooperative avendo un contratto di lavoro subordinato
  • la normativa sul riposo settimanale deve essere rispettata anche dai dirigenti e dal personale direttivo; dalla manodopera familiare; dai lavoratori a domicilio e i telelavoratori; dagli addetti al settore liturgico

Deroghe alla previsione di riposo domenicale

Il comma 3 dell’art.9 del D.Lgs 66/2003 stabilisce che le 24 ore consecutive di riposo settimanale, possano essere svolte anche in un giorno diverso dalla domenica, applicando la turnazione del personale per esigenze tecnico produttive oppure per quelle attività che presentano le seguenti caratteristiche:

a) operazioni industriali per le quali si abbia l’uso di forni a combustione o a energia l’esercizio di processi caratterizzati dalla continuità della combustione e operazioni collegate;

b) attività industriali il cui processo richieda, in tutto o in parte, lo svolgimento quantitativo per ragioni tecniche;

c) industrie stagionali per le quali si abbiano ragioni di urgenza riguardo alla materia prima o al prodotto dal punto di vista del loro deterioramento e della loro utilizzazione, comprese le industrie
che trattano materie prime di facile deperimento e il cui periodo di lavorazione si svolge in non più di tre mesi all’anno , ovvero quando nella stessa azienda e con lo stesso personale si compiano alcune delle suddette attività con un decorso complessivo di lavorazione superiore a 3 mesi;

d) i servizi e attività il cui funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche ovvero soddisfi interessi rilevanti della collettività ovvero sia di pubblica utilità;

e) attività che richiedano l’impiego di impianti e macchinari ad alta intensità di capitali o ad alta tecnologia;

f) attività di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio 1934, n. 370, vale a dire attività di vendita al minuto ed in genere attività svolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico;

g) attività indicate agli articoli 11, 12, 13, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, relativo alla riforma del settore commercio (liberalizzazione degli orari di apertura del commercio ed in particolar modo per quelli operanti in comuni a prevalente economia turistica e agli stabilimenti balneari ) .

Altre deroghe sono quelle per le attività che ti indico di seguito:

– Attività di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti se queste operazioni non possono svolgersi in giorno feriale senza causare danno per l’esercizio o pericolo per il personale
– Attività di vigilanza
– Attività di compilazione dell’inventario e del bilancio annuale
– Lavori indispensabili per la sicurezza delle persone o degli impianti o per la conservazione dei prodotti o delle materie
– Lavori disposti per ragioni di ordine pubblico dal Prefetto.

Al personale occupato di domenica per le attività appena elencate spetta:
– il riposo per il periodo residuo della domenica;
– un riposo compensativo di durata uguale delle ore di lavoro eseguite di domenica, in ogni caso non inferiore a 12 ore consecutive

In questi casi il datore di lavoro deve
comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro (ex Direzione Provinciale del lavoro) Servizio ispezioni del lavoro entro 24 ore dall’ inizio dei lavori, con l’indicazione dei lavoratori occupati.
Se però vi siano difficoltà per l’attuazione del riposo l’Ispettorato del lavoro può esonerare dai predetti obblighi e prescrivere altre modalità.

Abbiamo poi delle casistiche particolari per le quali è previsto il mancato godimento del giorno di riposo, nel giorno di domenica:

Industrie all’aperto soggette ad interruzioni per intemperie che sospendono l’attività per 24 ore consecutive nella settimana (art. 9,legge 370/34)

Il giorno di sospensione è giorno di riposo in sostituzione della domenica successiva, se non viene effettuato il recupero

Industrie con periodi di eccezionale attività (art. 10, legge 370/34)
Adempimenti del datore di lavoro:
Preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro, salvo che i contratti collettivi abbiano determinato il periodo.
Viene sospeso per 6 settimane l’obbligo del riposo.

Opifici mossi direttamente dal vento o dall’acqua (art. 11, legge 370/34)
Adempimenti del datore di lavoro, comunicazione preventiva all’Ispettorato territoriale del lavoro.
Il riposo può essere dato per 10 settimane, per turno di 24 ore consecutive ogni 2 settimane.

Di altre categorie particolari come i minori, i lavoratori marittimi ecc. te ne parlo in un’altro post.

Spero di averti aiutato a farti un quadro più completo di come funziona il riposo settimanale.

Saluti e al prossimo articolo!

CdL Roberto Rossi